Documentary

People Who Do Noise by Francesco Fusaro

"Wherever we are, what we hear is mostly noise. When we ignore it, it disturbs us. When we listen to it, we find it fascinating". This is the often-cited opening of John Cage's famous The Future of Music — Credo. If you have ever done some experiments on yourself, you already know the feeling: There is nothing more annoying when you are doing something else and being distracted (tortured?) by background noise. Even music can become obnoxious if it is forced on us (Guantanamo, anyone?). We will probably go back to the topic on our blog, but for now, let's focus on noise.

It is true that noise can become weirdly intriguing if you pay attention to it. It's supposed to be the opposite of music, which (at its basic definition) is a way to organise sounds. But what sort of sounds? Can we organise what is chaotic by nature and make it somehow (German philosopher Hans Robert Jauss would probably hate the word) enjoyable? Can you record, press and sell noise music (itself a linguistic paradox) to the masses? The answer is yes, at least from a very pragmatical point of view: Noise has been part of the spectrum of marketable music for a while now. So you probably want to learn more about it, because you are a curious individual as much as we are, right? As Dennis Edwards would put it, "don't look any further", here is Portland-centred documentary People Who Do Noise.

«Ovunque ci troviamo, ciò che udiamo è per la maggior parte rumore. Quando lo ignoriamo, ci disturba. Quando lo ascoltiamo, ne siamo affascinati». Questo è il citatissimo incipit di The Future of Sound — Credo di John Cage. Se hai mai fatto degli esperimenti su te stesso, lo sai già: non c'è niente di più fastidioso che cercare di contentrarsi su qualcosa mentre si è distratti (torturati?) dal rumore di sottofondo. Persino la musica può diventare insopportabile se ci viene imposta con la forza (qualcuno ha detto Guantanamo?). Torneremo probabilmente sull'argomento, ma per il momento concentriamoci sul rumore.

È un fatto che il rumore possa diventare curiosamente intrigante, se gli si presta attenzione. In teoria si trova all'opposto del concetto di musica, la quale (nella sua definizione più elementare) non è che un modo per organizzare i suoni. Ma quale tipo di suoni? Si può organizzare ciò che per sua natura è caotico e renderlo in un certo senso (il filosofo tedesco Hans Robert Jauss probabilmente odierebbe il termine) gradevole? Si può registrare, stampare e distribuire il rumore alle masse? La risposta è sì, quanto meno da un punto di vista pragmatico: il rumore (meglio: noise) fa parte dello spettro della musica commerciabile ormai da un po'. Quindi probabilmente ne vuoi sapere di più, perché sei un inguaribile curioso come noi, giusto? Per citare Dennis Edwards, «don't look any further», non cercare altrove: clicca più sopra per guardare il documentario sulla scena musicale di Portland intitolato People Who Do Noise.

Shotgun Boogie: New Orleans by Francesco Fusaro

Do you remember Katrina? How has New Orleans changed since then? How has the music community been affected by the catastrophe? Armed with a film crew and a travel visa, Italian sound engineer Michele Boreggi chronicles his experiences creating a documentary series with musicians from New Orleans. Together with US fellows Colleen Rowley, Hannah Swenson and Sean O'Grady, Michele meets with locals in their homes for intimate acoustic performances and conversations addressing contemporary social issues. Shotgun Boogie consists of twelve episodes with 3 different sections (Reflections, Explorations, Conversations). Is New Orleans similar to Genoa, or more like Naples? We don't know yet, but we can't wait to see the entire series. Watch the trailer to feel as excited as we are, and find more about it here.

Chissà a che cosa pensi quando diciamo New Orleans. All'uragano? Ai funerali della comunità di colore, quelli itineranti con musica? Com'è vivere a New Orleans oggi? Fa ridere pensare che il nome viene da Filippo II, duca di Orléans: cerca il suo ritratto e poi torna a pensare agli Stati Uniti del jazz... OK, ci stiamo perdendo. Volevamo parlarti di Shotgun Boogie, documentario dell'ingegnere del suono Michele Boreggi. Michele se ne è andato a spasso per la più grande città della Louisiana (la cui capitale in realtà è Baton Rouge) con i suoi amici Colleen Rowley, Hannah Swenson e Sean O'Grady. È entrato nelle case dei musicisti del luogo, li ha fatti suonare e parlare e ne ha tirato fuori un documentario di 12 puntate, divise in 3 sezioni (Reflections, Explorations, Conversations). Non vediamo l'ora di spararcelo tutto. Qui sopra il trailer del documentario, qui il sito ufficiale del progetto.

How do you like video games? by Francesco Fusaro

Let's be clear once and for all: we are not big fans of that taurine drink and the bells and whistles surrounding it. Calling the music produced in the context of its (gosh) academy "avant-garde" is utter (red)bullshit, trust us. For "avant-garde electronic music", you should look somewhere else. We will soon pinpoint it for you, don't worry. Indeed, some of their output is interesting, even exciting, but let's just try and be precise with therms, OK? Cool.

Nonetheless, the aforementioned taurine thingy has managed to warm our hearts up with a documentary about video game music. Some of us here at 19'40'' are nerds in disguise. Not even particularly in disguise, to be honest. So we like video games, and we like music, and we have been toying with the idea of merging the twos in our recording series for some time. While we make up our minds, and put the whole thing into production, enjoy this series, which is still as fresh as a can of... orange soda!

Cerchiamo di esser chiari una volta per tutte: non siamo dei grandi fan della bevanda taurina e delle fanfare che la circondano. Definire la musica che viene prodotta all'interno della sua (gesù) accademia "d'avanguardia" è una discreta stronzata. credeteci. Se cercate "musica elettronica d'avanguardia", dovete rivolgere il vostro sguardo altrove. Prima o poi ve lo indicheremo noi, non vi preoccupate. Certo, quella musica lì è interessante, anche eccitante alle volte, ma è importante usare le parole in modo corretto, OK? Benissimo.

Nonostante questa premessa, la suddetta cosa taurina ci ha scaldato i cuori con un documentario sulla musica per i videogiochi. Qualcuno di noi qui a 19'40'' è un discreto nerd sotto copertura. Neanche tanto sotto copertura, a dire il vero. Ci piacciono i videogiochi e ci piace la musica, di fatti da un po' ci stiamo baloccando con il pensiero di unire le due cose nella nostra collana discografica. Mentre ci schiariamo le idee e passiamo all'azione, voi godetevi questo documentario in più episodi. Ha due anni, ma è ancora fresco come una lattina di... aranciata!