Una galleria dell’orrore

Discalimer: i nostri articoli non sono scritti con AI. Le aggettivazioni abbondanti, ridondanti e ripetitive sono farina del nostro sacco.

Abbiamo suonato la musica di john carpenter a biko

E ci è piaciuto un sacco, per una serie di motivi: prima di tutto c’era un pubblico straordinario. Da GenZ con i pantaloni larghi a compositori e ricercatori in conservatorio. C’erano anche giornalisti, amici, musicisti e qualche strano signore che non capiamo come ha fatto a scovarci in mezzo agli eventi milanesi. Però siamo contentissimi così!

La nostra scaletta, discutibile e discutibilissima è stata:

DARK STAR
ASSAULT ON PRECINCT 13
HALLOWEEN
THE FOG
ESCAPE FROM NEW YORK
STARMAN
PORKSHOP EXPRESS (Big Trouble in Little China)
PRINCESS OF DARKNESS
THEY LIVE
VILLAGE OF THE DAMNED _ CHILDREN’S CAROL
GHOSTS ON MARS

e THE THING, come bis

L’ordine che abbiamo scelto di eseguire è stato cronologico.

GLI STRUMENTI E LA FORMAZIONE

Eravamo distribuiti così:

Enrico Gabrielli ha suonato quello che gli veniva meglio: tastiere, fiati, altre tastiere. Si è mosso tra un JUNO-6, un JEN e una tastieraccia rubata ad un coro di provincia. Avrebbe dovuto avere anche un MICRO-KORG, ma una serie di sfortunati eventi ha fatto sì che ripiegasse sulla tastieraccia. E è andata benissimo così.

Sebastiano De Gennaro ha suonato una drum machine, come negli anni 2000, ma con suoni di batteria campionati che più campionati non si puù, come negli anni 80. Il risultato è stata una sintesi stilistica perfetta, nostalgica (non in quel senso) e disco-stu

Marcello Corti ha suonato quello che gli veniva peggio (citazione il Vinz Parisi): un’altra tastieraccia, che potremmo definire pianoforte, organo, Rhodes e strings midi orribili. Ma anche un KORG, questa volta molto sugoso, base ritmica de La Cosa. Per essere la prima volta lontano dagli ottoni, poteva andare molto peggio.

Alessandro Grazian ha suonato l’unica cosa che poteva suonare: un sacco di chitarre. Strutturale anzi strutturalissimo su Porkchop express, country che più non si può in Essi Vivono, cupo e Romitelliano in Dark Star. A noi Grazian ci è piaciuto un botto.

Il Froz, aka Francesco Fusaro, si è dedicato alla voce e ad una drum machine, oltre che alla preparazione di due introduzioni musicologico-stilistiche che abbiamo proiettato durante la serata. Il Froz ha anche interpretato con dizione veneta i riassunti scritti da Marcello Corti, accompagnando tutti quanto attraverso le trame fluide, logiche e per nulla campate per aria dei film di Carpenter.

La GAlleria dell’orrore

Vi lasciamo con una raccolta di immagini realizzate dall’immarcescibile e sempreverde Riccardo Caldirola, unico in sala a non aver mai visto in vita sua nemmeno una pellicola di Carpenter. Citiamo il nostro riportando la frase:

“In brianza la filmografia di carpenter non è mai veramente arrivata, così come la discomusic e le carte pokemon”

Questa citazione è completamente inventata. Ma le foto no, sono reali. Ma se indossate il paio giusto di occhiali da sole vi accorgerete che…

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