La Vendetta del Cadavere Squisito
Questo articolo NON è stato scritto utilizzando l’AI. qualsiasi errore, refuso o imprecisione, è per noi fonte di felicità.
Mercoledì 4 Marzo siamo tornati a C3 per un appuntamento di composizione partecipata. Lo abbiamo fatto insieme agllə amicə di Pietra Tonale, collettivo e laboratorio di sperimentazione attento al lato improvvisativo della performance.
Il cadavere squisito ancora incompleto
In un C3 pieno di curiosə, abbiamo preparato e realizzato insieme una partitura grafica: forbici con la punta arrotondata, colla stick e cartoncino nero alla mano, ha preso vita qualcosa di unico, di sonoro, di collettivo e di bellissimo. Quasi un art attack, quasi un laboratorio di scuola elementare: divisə in gruppi, all’oscuro di quanto stava prendendo forma, le partecipanti hanno creato collettivamente un pezzo di una lunga striscia “composta” da tante parti indipendenti ma collegate.
Come, non sapete cosa è un cadavere squisito? Scopritelo qui: https://www.youtube.com/watch?v=BXnvOJAs8XI
La composizione del cadavere squisito, collettiva, partecipata, frammentata
Insieme a Dario Gatto, Lorenzo Saini, oltre a Pietra Tonale c’erano anche Sebastiano De Gennaro e Francesco Fusaro. Partitura grafica o composizione in graphic notation: ma di cosa stiamo parlando?
A cavallo degli anni ‘50, in un periodo molto fertile e fantasioso per quanto riguarda la sperimentazione, diversi compositori hanno elaborato e abbracciato tecniche compositive che si distaccavano dai segni grafici tradizionali: non più note e pentagrammi, ma qualsiasi segno che potesse essere tradotto in suono. Non solo il materiale compositivo è diventato più vasto, ma anche l’interpretazione del segno si è liberata nella direzione di una più grande flessibilità.
L’esecutore, individualmente o collettivamente, sceglie come leggere e trasformare in suono il segno. Il compositore suggerisce, non impone, e il pubblico non riascolta, ma scopre.
Se volete esplorare compositori e vedere anche qualche esempio tratto dai lavori di repertorio, potete leggere questo bel compendio sulla graphic notation: https://davidhall.io/visualising-music-graphic-scores
Un tavolo di lavoro
La notazione grafica ha subito due percorsi apparentemente disgiunti: una parte di compositori ha esplorato e sperimentato il segno e il suono mantenendo il focus sul risultato musicale e sul gesto performativo. Altri invece hanno valorizzato il lato illustrativo, elaborando partiture sì suonabili, ma la cui fruizione principale è più vicina a quella di un’opera pittorica. Bussotti, Cage, Xenakis, Pendercki, Feldman, sono solo alcuni dei nomi che hanno sperimentato, in una o nell’altra direzione, questo non più nuovo modo di intendere il segno.
Un altro tavolo di lavoro
Oggi la Graphic Notation non è più terreno di sperimentazione, ma prassi comune: per quanto sembri un gesto compositivo d’avanguardia, il segno è utilizzato regolarmente in modo libero per esprimere su carta gesti sonori che altrimenti sarebbero troppo laboriosi da descrivere con neumi e figure musicali.
Come 19’40’’ abbiamo in passato inciso e eseguito partiture grafiche più o meno spinte: sicuramente vi rimandiamo all’ascolto di Treatise (Cardew), pubblicato nel 2021 nel nostro catalogo e registrato nello stesso anno a Feltre. Potete però ascoltare forme ibride di notazione grafica anche in Call for Scores: Anna, di Simone Farò, è un incontro tra scrittura tradizionale e graphic notation splendidamente riuscito. Fades/Costellazioni, di Antonio Della Marina, è un brano interamente costruito su astratte costellazioni di punti collegati da linee. Infine anche il caro amico Vincenzo Parisi utilizza, nel suo JIN:GO!LOwBAH... , segni grafici perfettamente armonizzati in una partitura che unisce note, manine, graffi e altri simboli non strettamente musicali.
Cosa ci piace particolarmente della graphic notation? Sicuramente che è democratica: la musica diventa materiale rielaborabile anche da chi non ha competenze tecniche specifiche. Tutti possono concepire, costruire e definire suoni utilizzando elementi primitivi che non hanno bisogno di solfeggio, armonia, precisione ritmica o lauree. È così che tutti possono comporre ed eseguire con strumenti musicali, voce, corpo, rumori, suoni, intenzioni.
Con 19’40’’ abbiamo anche curato esecuzioni dal vivo di brani più o meno di repertorio con una componente grafica molto spiccata: abbiamo eseguito Treatise sul palco di BIKO, ma anche brano per pubblico (s)concertato di Enrico Gabrielli, sulla cui partitura colori, segni, cartelli, disegni convivono serenamente.
I nostri appuntamenti a C3 non sono finiti: torneremo il 31 Marzo per Su carta: la musica di Francesco Fusaro prende corpo dal vivo con Esecutori di Metallo su Carta, tra segno, gesto e spazio. Un invito a superare i confini tra compositore, interprete, ascoltatore e ambiente. Ci saranno Francesco Fusaro, Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro e altri ospiti. Potete scriverci un DM per sapere dov’è C3 e per prenotarvi.